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Un giudizio sbagliato sul passato e le mani avanti sul futuro

Dopo più di un anno dalle elezioni è finalmente tornato nelle nostre case l’Informatore Comunale per il quale l’Amministrazione ha fatto un po’ di pasticci nella nomina del giornalista responsabile, visto che ha affidato ad un giornalista l’incarico, ma poi alle riunioni del Comitato di Redazione partecipa un’altra persona.

Per chi, come il Sindaco, non perde occasione per ricordarci molti aspetti formali della vita amministrativa ci sembra un po’ un autogol. Ma non è questo che ci preme sottolineare del primo numero dell’Informatore Comunale.

E’ invece una frase contenuta nell’editoriale a firma del Sindaco che da una parte sembra esprimere un compito quasi messianico di quest’ultimo e dall’altra non rende onore alla verità di Vedano.

Scrive il Sindaco che stanno lavorando quotidianamente “per liberare la comunità vedanese dal senso di rassegnazione e abbandono in cui l’abbiamo trovata”. L’affermazione ci sembra un tantino esagerata e poco rispondente alla realtà vedanese.

Esagerata: perché affida all’amministrazione un compito che sovrasta le stesse forze di chi amministra. Siamo convinti che in un paese ci sono persone, associazioni, soggetti istituzionali e non che stanno prima del Comune e per i quali, come abbiamo più volte dichiarato, “il Comune deve farsi mobilitatore di risorse e delle capacità della comunità.” Non ci pare che ci sia bisogno di un liberatore, ma forse in quella affermazione c’è la percezione di chi è sempre stato un po’ distante dalla comunità vedanese e forse anche adesso fatica a riconoscerla.

Poco rispondente alla realtà vedanese o meglio l’affermazione risponde alla realtà vedanese di adesso. Non abbiamo lasciato rassegnazione e abbandono. Un anno fa si è espresso, certo, un desiderio di cambiamento, ma non c’erano rassegnazione e abbandono, che invece ci pare di cogliere oggi parlando con le persone, le associazioni. Abbiamo lasciato molte iniziative culturali e di promozione di aggregazione e incontro, molte delle quali sono state abbandonate (per altro legittimamente) senza coglierne il valore e nel frattempo si sono clonate pari pari, a parte il colore della locandina, alcune iniziative (l’estate vedanese)  e alcune scelte importanti (gli indirizzi sul piano di governo del territorio).

Noi registriamo ora una lontananza dell’amministrazione da ciò che può essere utile ora, anzi soprattutto ora, che la manovra finanziaria mette a rischio la coesione sociale delle comunità. Noi avevamo fatto alcune proposte per il bilancio 2010 per rispondere ad alcuni bisogni già presenti in paese. Non siamo stati presi in considerazione. Adesso nell’editoriale, per le cose che si potranno fare o non fare, si mettono le mani avanti sulla scarsità di risorse.

Un po’ poco per chi in campagna elettorale aveva promesso piogge di contributi provenienti da Stato, Regione, Provincia guidate dalla stessa coalizione, che amministra Vedano e che nei prossimi mesi invece raccoglierà i frutti avvelenati della manovra finanziaria che taglierà le risorse ai Comuni.

Noi per conto nostro faremo le nostre proposte nelle sedi opportune e con strumenti diversi e articolati porteremo avanti, ciò che abbiamo scritto nel programma elettorale dove facendo riferimento al fatto che se ci fosse stato chiesto ancora di governare, volevamo Proporre un patto tra tutti coloro che hanno responsabilità per un percorso di sviluppo del nostro paese. Per un patto vale la pena impegnarsi ognuno per la sua parte, proprio perché ritenuto condivisibile e possibile.”

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