Con la testimonianza di Franca Cattorini sul primo giorno di indipendenza del Sud Sudan riprendono le corrispondenze dei nostri inviati. Una finestra “non mediata” su quanto succede a migliai di chilometri da noi e che ci riguarda. Buona lettura.
ALLEGATI: Juba 11 luglio 2011
Il 9 maggio l’Europa ha celebrato la sua giornata di festa, per ricordare il giorno in cui, nel 1950, a pochi anni dalla fine del secondo sanguinoso conflitto mondiale, l’allora ministro degli esteri francese, Robert Schuman, pronunciò la storica dichiarazione da cui prese avvio il processo di integrazione europea.
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Giovedì 15 sono terminati i cinque giorni di elezioni in Sudan. La situazione a Juba si è mantenuta molto tranquilla, a dispetto di tante voci che davano per certo un aumento di violenze, dimostrazioni, sparatorie. In realtà tutto si è svolto con calma, pur se non sono mancati una serie di problemi organizzativi.
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Con un po’ di ritardo, per qualche problema tecnico pubblichiamo la corrispondenza d Franca Cattorini che ci spiega modalità e clima delle elezioni in Sudan.
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Sono nata e cresciuta con i miei due fratelli nel nostro ridente paese, mi chiamo Rita, Rita Angelini.
Verso i trent’anni mi sono trasferita a Berna per lavoro, sono traduttrice (se qualcuno ha bisogno, son qui!).
Poi sono rientrata (…questa parola mi piace, sa di nostalgia e di casa), ho lavorato qualche anno in Ticino quindi sono ripartita, ancora alla volta di Berna.
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Mi chiamo Franca Cattorini e sono una Piccola Apostola della Carita’
Da settembre 2005 vivo in Sudan e precisamente a Juba capitale del Sud Sudan, dove lavoro per un Organismo Non Governativo che si chiama OVCI LA NOSTRA FAMIGLIA.
Il Centro in cui lavoro si chiama USRATUNA, che in lingua araba significa La Nostra Famiglia.
Sono Rappresentante Legale dell’Organismo per il Sud Sudan e mi occupo di amministrazione.
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Come vi avevamo anticipato ecco il primo servizio dall’inviato N°1, Federico Gazzoli, che ci fa conoscere qualcosa del Mozambico.
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Una finestra spalancata su tanti paesi. Questo vuole essere PROGETTO POPOLARE per IL MONDO.
Per il mondo, perché avremo amici e conoscenti, vedanesi e non, che risiedono all’estero ai quali abbiamo chiesto di raccontarci “senza filtri”, qualcosa che avviene nel paese in cui risiedono: come affrontano quei paesi alcune problematiche che sono anche nostre, alcuni fenomeni sociali, i segni di cambiamento, qualche curiosità e altro ancora.
Per il mondo, anche per dare voce, senza pretese, a realtà magari dimenticate e a cui solo pochi mass media prestano attenzione.
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